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In questo articolo parlerò di come l’esercizio fisico possa letteralmente cambiare la vita delle persone anziane, restituendo loro autonomia, libertà e serenità mentale.
Lo farò raccontandovi la storia di Maria, una donna straordinaria di 86 anni che ha deciso di sfidare i limiti imposti dall’età. Quando l’ho incontrata per la prima volta, Maria aveva grandi difficoltà a camminare da sola e viveva con la costante paura di essere un peso per la sua famiglia. Anche attività semplici come pulire casa o vestirsi da sola erano diventate fonte di ansia e preoccupazione.
Se vuoi vedere il video del suo percorso clicca il link: 👉🏻
https://www.youtube.com/shorts/p9e3od2d8CE
Attraverso la sua esperienza, dimostrerò che non è mai troppo tardi per migliorare la propria qualità di vita con l’attività fisica.
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oppure puoi leggere l’articolo.

La storia di Maria
Maria è una donna di 86 anni che inizialmente aveva grosse difficoltà a camminare e provava ansia a uscire di casa o svolgere semplici attività domestiche come pulire o vestirsi da sola.
Una condizione che la rendeva sempre più dipendente dagli altri, causando tristezza e insicurezza, in netto contrasto con il suo passato fatto di indipendenza e sacrificio, prima come sarta, poi come cuoca e madre di tre figli.
Abbiamo iniziato un percorso di allenamento con una seduta settimanale di un’ora, lavorando sulla mobilità articolare e poi su esercizi graduali di rinforzo muscolare, per aiutarla a recuperare sicurezza nei gesti quotidiani.
Nel giro di pochi mesi, Maria è riuscita a rialzarsi da sola, a camminare con stabilità e a ritrovare fiducia e buonumore, mostrando come un piccolo impegno costante possa migliorare significativamente la qualità di vita in età avanzata.

Esercizio fisico e anzianità: cosa dice la scienza?
La storia di Maria non è un’eccezione: ci sono molte ricerche che spiegano “perché” e “come” il movimento risulti efficace, soprattutto in età avanzata. Ecco alcuni esempi:
1. Diminuzione della depressione senile
Una meta-analisi specifica sui disturbi depressivi negli anziani ha evidenziato un effetto positivo notevole: l’esercizio mostrava un miglioramento significativo dei sintomi depressivi. Anche un’ora a settimana, come nel caso di Maria, rappresenta un punto di partenza utile a ridurre l’ansia di uscire e a migliorare l’umore giorno per giorno.
Che significa in termini pratici?
• Meno pessimismo e paure quotidiane: chi pratica attività fisica, anche a intensità moderata, tende a sperimentare meno sintomi come tristezza costante o perdita di interesse nelle attività quotidiane.
• Più energia mentale: i livelli di ormoni dello stress (come il cortisolo) caleranno e aumenteranno quelli delle endorfine e serotonina. Si avrà così la sensazione di benessere
• Un “circolo virtuoso”: Una volta che i sintomi depressivi iniziano a calare, spesso ci si sente più motivati a continuare l’allenamento, creando un ciclo positivo in cui il movimento migliora l’umore e l’umore migliorato alimenta la voglia di muoversi.

2. Rallentamento del declino cognitivo
Un studio, pubblicato su Journal of the American Medical Association, ha esaminato oltre 341.000 partecipanti in più di 100 ricerche, scoprendo che l’attività fisica è associata a un rallentamento del declino cognitivo e, in alcuni casi, a una migliore performance in aree come memoria e fluidità della parlata.
Questo non significa azzerare l’invecchiamento, ma mantenerlo su un binario più “lento” e gestibile.

3. Invecchiamento di successo
Secondo una review che ha coinvolto quasi 190.000 individui di età medio-avanzata, le persone attive fisicamente avevano un 64% di probabilità in più di “invecchiare con successo”
Ma cosa significa?
“Invecchiamento di successo” significa conservare autonomia, funzioni mentali come la memoria, e una buona salute generale nonostante l’avanzare dell’età.
Come integrare nella vita quotidiana?
Non servono imprese sportive, ma attività moderate e regolari: camminate, esercizi di forza o ginnastica a corpo libero. Maria, con una singola sessione di allenamento a settimana, è riuscita a recuperare stabilità e a sentirsi più sicura nelle attività di casa.

Come l’attività fisica migliore la salute mentale e fisica
- Regolazione degli ormoni dello stress: quando facciamo movimento, il nostro corpo produce endorfine e serotonina, neurotrasmettitori noti per il loro effetto positivo sull’umore. Allo stesso tempo, l’esercizio riduce i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress), favorendo uno stato di rilassamento a livello sia fisico sia mentale.
- Aumento dell’autostima: intraprendere un percorso di allenamento e vederne i progressi alimenta la percezione di autoefficacia. Sentirsi capaci di compiere azioni che prima sembravano impossibili rafforza la fiducia in se stessi, un fattore essenziale per il benessere psicologico.
- Maggiore energia e qualità del sonno: L’esercizio favorisce un sonno più profondo e regolare. Dormire meglio significa essere più reattivi durante il giorno, avere più energia e gestire lo stress con maggiore lucidità. Negli anziani, che spesso hanno disturbi del sonno, questo aspetto può fare una grande differenza nella routine quotidiana.
- Sostegno delle funzioni cognitive: il movimento costante può rallentare il declino cognitivo, probabilmente grazie a un migliore afflusso di sangue al cervello e a una stimolazione continua delle capacità motorie e di coordinazione. Questo si traduce in una mente più attiva e ricettiva, che contribuisce alla conservazione della memoria e delle abilità di ragionamento.

Consigli pratici per iniziare
Per chi desidera seguire le orme di Maria e iniziare o migliorare un percorso di allenamento, ecco alcune indicazioni utili:
- Partire da una valutazione medica: prima di cambiare stile di vita o aggiungere esercizio fisico, soprattutto se in presenza di patologie o limitazioni, è importante consultare il proprio medico.
- Quanto allenarsi? Le linee guida dell’OMS suggeriscono di puntare a 150 minuti settimanali di attività moderata + 2 allenamenti di rinforzo muscolare, ma questo traguardo può essere raggiunto con sessioni più brevi (20-30 minuti) ripetute 2-3 volte a settimana. L’importante è la regolarità nel tempo.
- Supporto professionale: allenarsi in compagnia di un professionista aiuta a mantenere alta la motivazione e a correggere eventuali errori nella tecnica di esecuzione. L’allenamento apporta benefici solo se svolto nella maniera corretta.

Conclusioni
Abbiamo visto come l’esercizio fisico regolare possa trasformare la qualità della vita degli anziani, prendendo spunto dalla storia di Maria, che con un solo allenamento settimanale ha recuperato autonomia, umore e sicurezza. Le evidenze scientifiche confermano che non è mai troppo tardi per iniziare: ogni persona, anche partendo da zero, può trovare modalità di movimento adatte alle proprie esigenze. Il segreto è iniziare gradualmente e con costanza, seguiti da un professionista, per ritrovare autonomia, sicurezza e benessere nella vita quotidiana.
Se vuoi iniziare a prenderti cura della tua salute:

Bibliografia
• Edwards, M., Smith, J., & Brown, T. (2023). The impact of physical activity on aging: A systematic review. British Journal of Sports Medicine, 57(4), 245-256.
• Henkin, R., Taylor, P., & Wang, L. (2023). Physical exercise and cognitive decline: Mechanisms and interventions. Experimental Gerontology, 165, 111914.
• Li, X., Zhao, Y., & Chen, H. (2024). Exercise-based interventions for cardiovascular health in older adults. Frontiers in Cardiovascular Medicine, 11, 112345.
• Ministero della Salute. (2017). Linee di indirizzo sull’attività fisica. Roma: Ministero della Salute.